invitato da
teatro – 80 min – Ticket € 5,00
Credits
uno spettacolo di Fabiana Iacozzilli
collaborazione alla drammaturgia Marta Meneghetti, Giada Parlanti, Emanuele Silvestri
collaborazione artistica Lorenzo Letizia, Tiziana Tomasulo, Lafabbrica
performer Andrei Balan, Antonia D’Amore, Marzia Meddi, Francesco Meloni, Marta Meneghetti
scene e marionette Fiammetta Mandich
luci Raffaella Vitiello
suono Hubert Westkemper
assistenti alla regia Francesco Meloni, Silvia Corona, Arianna Cremona
fonico Giuseppe Emanuele Lattanzi
foto di scena Tiziana Tomasulo, Valeria Tomasulo
ufficio stampa Antonella Mucciaccio
consulenza Piergiorgio Solvi
con il contributo di MiC – Ministero della Cultura
con il supporto di Residenza IDRA e Teatro Cantiere Florida/Elsinor
nell'ambito del progetto CURA 2018 e di Nuovo Cinema Palazzo
con il sostegno di Periferie Artistiche Centro di Residenza Multidisciplinare della Regione Lazio
vSinossi
Primo capitolo della Trilogia del Vento La classe è un docupuppets che mescola pupazzi e uomini in scena, un rito collettivo sospeso tra La Classe morta di Tadeusz Kantor e I cannibali di George Tabori. Gli adulti, interpretati da pupazzi creati da Fiammetta Mandich, rileggono i ricordi dell’infanzia vissuta nella paura di buscarle, facendo emergere le memorie delle scuole elementari allʼistituto “Suore di caritàˮ, in particolare quelle legate a Suor Lidia. Questi pezzi di legno, animati con gesti calibrati, si muovono senza pathos sui tavolacci che evocano banchi di scuola, tavoli da macello o strumenti di esperimenti lontani nel tempo. Tutto intorno, silenzio: solo il fruscio delle matite, il respiro dei compagni, i passi dei genitori solo disegnati e poi cancellati da lavagne sbiadite. La sola presenza viva è Suor Lidia, osservatrice implacabile e invisibile ai pupazzi, che segna i confini di un mondo fatto di paura e disciplina. Nel silenzio di questo rito teatrale, emerge il momento in cui la maestra affida a Fabiana la regia di una piccola scena per la recita scolastica, segnando, forse, lʼinizio di una vocazione. La memoria diventa allora teatro: un luogo in cui il passato si mescola al presente, dove corpi di legno e gesti minimi raccontano la formazione della nostra percezione del mondo, tra autorità e curiosità infantile.
vBio
Fabiana Iacozzilli, regista e autrice, porta avanti un lavoro di ricerca improntato sulla drammaturgia scenica e sulle potenzialità espressive della figura del performer. Dal 2017 collabora stabilmente con Cranpi, il Teatro Vascello e con Romaeuropa Festival. Dal 2011 è membro del LINCOLN CENTER DIRECTORS LAB. Tra i suoi spettacoli: La classe che vince il Premio In-Box 2019, il Premio della Critica ANCT 2019 e il Premio UBU 2019 come miglior progetto sonoro; Una cosa enorme che debutta alla Biennale Teatro 2020 e replica a REF2021; En Abyme che debutta nel 2023 alla Biennale di Venezia e Il grande vuoto spettacolo che chiude il trittico La trilogia del vento, che inaugura la sua collaborazione artistica con Linda Dalisi e che riceve quattro candidature ai Premi UBU 2024. Nel 2025 cura l’allestimento del nuovo spettacolo di Gioia Salvatori Avere una brutta natura e dallo stesso anno è artista associata al Teatro Stabile dell’Umbria, con cui inaugura una collaborazione pluriennale a partire dal progetto OLTRE.
Si occupa inoltre di pedagogia teatrale e di progetti che usano il teatro come strumento di interazione culturale: nel 2021 è regista di Abitare il ritorno progetto di teatro comunitario ideato da Asinitas e inserito in INCROCI; Nel 2023 cura insieme a Cranpi e in collaborazione con Villa Pia-Italian Hospital Group di Guidonia Montecelio il progetto Piccole donne – da L. M. Alcott – un laboratorio di teatro integrato con giovani donne che soffrono di disturbi alimentari.
Nel 2025 è docente presso l’Accademia dʼarte drammatica Silvio dʼAmico di Roma.
