invitato da
danza – 80 min – Ticket € ? - Prima Regionale
Credits
di Michele Abbondanza e Antonella Bertoni
ideazione, scena e costumi Antonella Bertoni
con Sara Cavalieri, Valentina Dal Mas, Ludovica Messina Poerio
musiche originali Sergio Beercock
disegno luci Alessio Guerra
direzione tecnica Claudio Modugno
assistente alla creazione Eleonora Chiocchini
sartoria Manuela Gober
organizzazione, strategia e sviluppo Dalia Macii
amministrazione e produzione esecutiva Francesca Leonelli
comunicazione Erika Parise
ufficio stampa Marilù Ursi
produzione Compagnia Abbondanza/Bertoni
vvSinossi
Come ombre della vita, in un campo di battaglia, le tre danzatrici, anime sospese e in bilico, in
lucido sonnambulismo, si mostrano per strati visibili e nascosti in una sinfonia di azioni che si offre
come una foresta di segni e di significati.
Sono ritratti tra esibizione identitaria e esuberanza visiva.
Un femminile carnale ma distaccato dal protagonismo assoluto della materia umana e che lascia
spazio all’immateriale.
Il soggetto diviene oggetto e solo allora gli si riconosce lo status sovrano.
Sul filo del dettaglio e del particolare, pennelliamo tracce, grumi e trasparenze,
disarticolando il senso che i dettagli incarnano all’interno della vita.
Il gesto indica e suggerisce senza dire, espressione di un pensiero quasi pittorico, perturbante e
portatore di intensità anche emotiva.
La drammaturgia si concentra e sofferma su micro-momenti, in un apparente caos, si dipana in
capitoli di un libro esploso.
Apparizioni e scomparse come dentro una trappola spaziale in un nero che è il colore in cui si
genera tutto, quello da cui veniamo al mondo e quello a cui torneremo.
Un non-luogo che è una stanza, un labirinto di stanze che si perdono l’una nell’altra, una casa
intera, il mondo; iperquadri che funzionano per immagini e si nutrono di pause.
Antonella Bertoni
“Tre donne in fondo al cor, mi sono venute”
Una stanza tutta per sé, l’angolo delle donne. Scaleno: ca va sans dire. Un testing box di completa
negazione al radicamento sicuro nello spazio del corpo femminile che si manifesta così in una resa
incondizionata e impudica alla distopia prospettica. Donne a pezzi e pezzi di donna, in una scatola
d’arti che, come un unico organismo, respira si riproduce e collassa: la creatività inerme dei corpi
restituiti alla fine ne è il segno. Dal trino all’uno e dall’uno alle mille muliebri forme, niente affatto
piane ma ricche di pieghe, plissé, che, come in un puntaspilli trafiggono la scena. Corpi-lame,
sbriluccichii e moine compongono una trama dell’apparire in cui l’ordito diventa azione di visione e
fissaggio di un primo punto, un punto croce naturalmente, di inizio e di inciampo, tenuto su solo
da un filo di gloria. Ora che le donne scoprono che l’uomo non è più Dio, alluciniamo qui una
ideale ricomposizione dei loro pezzi sparsi.
“Tre donne in fondo al cor, mi sono venute”: Grazie alla generosità e all’incondizionata fiducia di
Valentina, Ludovica e Sara.
Michele Abbondanza
vv
Bio
Dal 1989, anno della loro prima serata, Michele Abbondanza e Antonella Bertoni sono protagonisti indiscussi del teatro danza italiano. Con la Compagnia Abbondanza/Bertoni hanno esplorato le più diverse poetiche, restando fedeli a un vocabolario coreografico e umano riconoscibile. Dal 2005 stanziali al Teatro alla Cartiera di Rovereto, ma sempre erranti nell’animo, danno forma a visioni nate da esperienze con Nikolais, Dupuy, Carlson e dalla pratica dello zen. Hanno creato progetti per l’infanzia come Romanzo d’infanzia, la Piccola Compagnia, trilogie tematiche (Ho male all’altro, Poiesis, identità), opere con maschere (Clown Time, Hyenas) e lavori su diversità e fragilità umana come Doppelgänger, Premio Ubu 2021. Nel 2024 ricevono il Premio Ivo Chiesa e nel 2025 il Premio Danza&Danza alla carriera. La loro è una danza che pone domande, che smuove e scalfisce certezze, conducendo in un viaggio dall’esito incerto.
